giovedì 1 marzo 2012

L'alieno


che è arrivato in casa mia somiglia in tutto e per tutto a noi umani. Ha due occhi come i nostri, anche se non credo che veda poi così bene; ha due orecchie, un naso (quello si che pare funzionare benissimo), due mani, piedi... tutto insomma e sembra somigliare anche vagamente a me e mio marito.
Dicevo, questo piccolo alieno, arrivato con la sua navetta spaziale, esplora il nostro mondo sconvolgendo però ogni ritmo che possa in qualche modo definirsi normale, mi spiego: ha deciso che il suo nutrimento deve essere distribuito in piccole razioni più volte nel corso della giornata, e della nottata; ha un suo strano modo di comunicare che somiglia in tutto alla sirena di un auto della polizia e, non essendo una lingua molto chiara, rende difficile l'interpretazione e la traduzione nella nostra lingua madre. Vorrei proprio conoscere il pianeta di questo piccolo alieno che ha invaso la terra e in particolare la nostra casa. Non deve essere per niente male un posto fatto di cibo, sonno e sporadiche ma sonore comunicazioni vocali. Chissà se un giorno riusciremo a comunicare in modo più chiaro da fargli capire che mi piacerebbe conoscere ed esplorare il suo pianeta. Per adesso mi limito a subire passivamente questa invasione e ad amare giorno dopo giorno... il nostro piccolo grande alieno.

giovedì 10 novembre 2011

Quasi un anno...


è trascorso dall'ultimo post pubblicato. Tante cose sono cambiate e molti cambiamenti sono previsti. Mi rendo conto di non essere una blogger nel vero senso della parola, ma mi sono ritrovata spesso a ripensare a questo posto tutto mio. A volte ho desisistito perchè mi sento inadatta ad un ruolo così impegnativo e degno di rispetto come quello dello "scrittore informatico"; altre volte invece mi mancava il contatto con me stessa e con chi, seppur sconosciuto, lasciava traccia nei mei pensieri. Ho deciso di riprovarci, di tentare nuovamente a mettere " su carta" ciò che vivo e che mi attraversa "mente cuore e anima"...

martedì 8 marzo 2011

amo il vento


Adoro il vento e quello di questi giorni mi rende felice.

Non esiste un manuale d'amore, e farne addirittura 3 al cinema è troppo. Su una cosa però concordo: la fuga dall'età adulta quando essa si presenta alla porta è inevitabile. Raccontare un tradimento, una fuga mentale o fisica significa descrivere la fuga che ognuno di noi ha avuto ed ha quando le responsabilità e la reale maturità (che non è affatto legata ad una cifra sulla carta d'identità) si affaccia alla porta. Tutti vogliono diventare grandi, ma appena si apre il diario e si vede ciò che si è stati e ciò che si sta per essere la paura ti sovrasta e la fuga è inevitabile. Mi piace l'idea di essere un eterna bambina e mi piace che nessuno mi capisca quando esco fuori di corsa con una macchina fotografica a scattare milioni di foto al mio abiccocco in fiore, mi sembra il giusto compromesso per non dimenticare ciò che la semplicità offre. Questo però mi spinge troppo spesso a immaginare ciò potrebbe esserci al di la della siepe che dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.

E come il vento odo stormir tra queste piante...

lunedì 31 gennaio 2011

Forza Napoli...Per Forza


Essere un tifoso è impegnativo. Compromette la morale e l'etica, la ragione e la politica molto più di quanto si possa immaginare. Ci sono moltissimi ragazzi che durante la settimana si impegnano duramente a creare delle rime che combacino e rendano leggibile, significativo e apprezzabile lo striscione della domenica. Ora poi, che le partite si moltiplicano e possono essere anche 2 in una settimana, l'impegno si raddoppia e anche la fantasia deve essere messa alla prova. Tutto questo senza contare che il tempo di ripresa delle corde vocali per quei poveri ragazzi deve essere dimezzato perchè se no senza i cori come si fa?!

Come se non bastasse, volete dimenticare i soldi investiti per fumogeni, bandiere nuove, e bombe a mano che vanno piazzate nei pressi dello stadio, ma lontano dalle camionette della polizia per evitare polemiche e cariche ingiustificate?

Una nuova iniziativa però ha garantito che chi va allo stadio possa davvero sentirsi parte del gruppo tifosi: se non canti ti piazzano una bandiera proprio davanti così la partita non la vedi, perchè non è giusto che tu, tifoso occasionale o abbonato che sia, ti concedi il lusso di pagare il biglietto per guardare una partita in curva. C'è gente che paga il biglietto (mai l'abbonamento perchè fare la tessera del tifoso è una bestemmia alla pari di quelle rivolte ai defunti più cari) e la partita non la guarda per incitare tutti i tifosi che tra fumogeni e bandiere devono cantare poichè "i ragazzi han bisogno di noi".

Ah, sul giornale c'è un ottimo articolo sulle migliorie apportate al servizio di sicurezza privato di servizio allo stadio... in tribuna e nei distinti...

lunedì 11 ottobre 2010

oppostitsoppo


oggi più di ieri, mi sento inadeguata, inappagata.
La vita non mi basta più. Ho sogni speranze, orizzonti, che contrastano tra loro sempre e comunque.
E' come vivere la vita di una donna con la mente di due perfette sconosciute. Voglio tutto e il contrario di tutto.
Mi manchi.
Questa è la verità.
Mi manca l'idea che della mia vita alternativa, dei miei sogni che per qualche ragione restano sempre in quel cassetto, quasi a voler alimentare un costante masochismo che mi garantisce quell'aspetto malinconico e sognartore che tanti amano in me.
Adoro la mia vita, è quella che ho scelto, ma oggi mi sta stretta. A questo punto non trovo altro rifugio che guardare in quel cassetto. Trovo vortici di colori che si mescolano al buio più totale.
Mi lascio trascinare in basso e scopro il mio specchio, lo specchio che mi dice che ci sono e ci saranno sempre due me. Guardala li, è identica a me eppure è il mio opposto.
Le sorrido e lei mi sorride di rimando. Ma cosa avrà tanto da sorridere lei, che è chiusa in un cassetto? Lei che difficilmente parla? lei che sta li, immobile e non realizza il proprio futuro? ma poi le leggo la risposta nel profondo degli occhi: e tu? cosa ci fai qui? perchè sei venuta? E perchè ti chiedi del mio sorriso, quando tu, proprio tu, oggi hai scelto di venire da me?

mercoledì 8 settembre 2010

Autunno

Finalmente è arrivato settembre, frizzante della sua pioggia, dei bimbi che iniziano la scuola e della mia allegria. Adoro l'autunno e ogni anno mi sento carica, ho voglia di pianificare un intero anno.
Potrei dominare il mondo in autunno con tutta l'energia e la vitalità che mi trasmette.
Mi sa che quest'anno mi imegno seriamente e comincio con i miei racconti per grandi e per piccini. Ho Deciso! Si!
- Rieccola, "donnina messaggi mielosi".
-Hei Cap, che ci fai nel mio blog? Benvenuto comunque.
-Inutile tirar fuori queste belle speranze, ma sai cosa significa scrivere?
- Beh, so che non è facile, ma vorrei provarci sul serio, perchè?
-Allora, già che tu voglia scrivere racconti per grandi e piccoli non va.
-Spiegati meglio
-Devi essere decisa, prendi una posizione e poi concentati. Hai fatto poi il corso di scrittura creativa?
- In realtà no, mi sembravano sempre le solite ca**ate quindi...
-Male , molto male, mi spieghi a che ti servono quelle 4 idee che hai se non le sai mettere insieme? Credi forse di scrivere bene?
- Magari bene proprio no, ma sai...
- Niente da fare, vuoi proprio improvvisarti scrittrice eh? Ma non è che l'autunno ti fa male?
- Ok forse non avrò tutto quel popò di cinismo e sarcasmo crudele ma vero che metti nei tuoi post, ma non credi che potrei provarci? Il fatto che voglia creare racconti per bambini magari significa che posso anche sognare un pò e staccarmi dalla merda in cui viviamo no?!
- Brava, così giusto nei baci perugina ti pubblicano . Fammi un favore scrivi solo per bambini che è meglio, ed evita quella fantasia sognante, scrivi piuttosto di computer e videogiochi che forse qualcuno si degna di leggere qualche riga. A prpoposito, hai ascoltato Vecchioni, De Gregori o almeno Battisti?
- Non di recente perchè?
- Le citazioni nelle premesse mia cara. Siamo messi proprio male, le basi tesoro, le basi... Sai almeno disegnare?
- Non benissimo.
- E come pretendi di pubblicare racconti per bambini non illustrati, ma devo dirti proprio tutto? In questa società in cui tutto è immagine, apparenza, pubblicità, solo bei disegni ti potrebbero far vendere qualche copia di racconti anche mediocri. Uff, come devo fare con te, non lo so.
- Vabbè, ho capito, meglio ridimensionarmi un pò, ma tu fa na cosa, va sul tuo blog e salutami Cleide che è meglio.

:)

martedì 10 agosto 2010

haven in hell

Inutile dire che l'attaccamento alla terra natia è sempre forte, in chiunque. E' anche vero che noi napoletani passiamo sopra parecchi eventi che dovrebbero invece quantomeno farci storcere il naso, ma io STO BENE QUI!
A questo punto è lecito pensare : "e chissene", statti a casa e non rompere, invece ho trovato chi vuol proprio farmi cambiare idea.
Impresa vana.
Ieri sera mentre eravamo seduti ad un caffè all'angolo di piazza plebiscito, un omone cinquantenne che era in nostra compagnia ci elencava, rivolgendosi in particolar modo a me, tutte le belle cose che si possono trovare in quel del veneto : "sono tutti puntuali sai, esiste un forte rispetto per il tempo altrui. Non solo, anche alle cose viene attribuito un valore diverso rispetto a noi. Non si sognerebbero mai di portare un caffè al tavolo senza relativo scontrino fiscale (cosa invece appena capitata a noi seduti fuori al bar). Se qualche volta ti capita di far tardi e di voler andare in salumeria fuori orario, te lo scordi di mangiare, anche i commessi hanno una famiglia ed è giusto che tornino a casa ad un ora decente...."
"Beh, indubbiamente hai ragione, ci sono alcuni aspetti della vita del nord che rendono più rilassarta in qualche modo la giornata e certo hanno più rispetto dell'altro sotto molti punti, ma posso farti una domanda? Perchè quando il cameriere è venuto a dirti il totale della consumazione senza scontrino fiscale non lo hai preteso? Perchè la cartaccia al nord te la tieni in tasca a macchiarti i pantaloni se non c'è un bidone, mentre qui non ti poni il problema e la lasci cadere con disinvoltura sull'asfalto? Sai credo che il vero problema sia l'essenza delle persone e poi, se permetti, non potrei mai vivere in realtà così "rilassate", a me piace il caos, la lite per una causa che ritengo giusta; far tardi a chiacchierare con la cassiera che mi racconta i suoi guai mentre mi fa il conto della spersa; chiedere scusa per l'ora alle 8.35 in polleria ed essere servita comunque con lo sfondo di un sorriso e una cazziata nella battuta "e se ero a te, venivo alle 10"; voglio litigare per la macchina parcheggiata in seconda fila davanti alla mia che mi fa perdere tempo, mentre il proprietario se n'era andato comodamente all'ufficio postale a pagare le bollette e quando arriva si giustifica pure dicendo "ci avrò messo 10 minuti, che ve ntussecat a fa"...
Insomma,voglio provare a cambiare ciò che in questa terra non va, non so scappar via, se no il divertimeto addò stà?!
A me il paradiso non piace, adoro le fiamme dell'inferno